Recensione – Halo: Reach
 

Halo: Reach

Recensione

 
Recensione – Amnesia: The Dark Descent
 

Amnesia: The Dark Descent

Recensione

 
Recensione – Metroid: Other M
 

Metroid: Other M

Recensione

 

Recensione – Irukandji

Recensione – Irukandji
4
Titolo: Irukandji
Piattaforme: PC
Publisher: Charlie's Games
Sviluppatore: Charlie's Games
Genere: Shoot'em up
Data d'uscita: 4 dicembre 2009
PEGI: Non disponibile

Meduse. Dannatissime fottute meduse in ogni dove. “Escono dalle fottute pareti!”, direbbe qualcuno. E’ quasi un anno che questo oceano di creature marine è apparso sul mercato indie con Irukandji, un variopinto shoot ‘em up che discosta dalla sua attenzione il tentativo di mettere in reale difficoltà il giocatore per far posto all’unico ed esasperante obiettivo del gioco: fare quanti più punti possibile. E saremo noi a dover tentare questa impresa, titanica se consideriamo l’esistenza di una leaderboard integrata, inasprita inoltre dalla necessità di fare questa montagna di punti prima dell’incontro con il boss finale: un granchio gigante, o per meglio dire un Giant Enemy Crab per parafrasare un celebre meme.

- Una nuotata in compagnia

Irukandji

Preparatevi ad una psichedelica esplosione di colori.

E’ un vero e proprio mare di meduse (o, per inglesizzare, jellyfish) che popola l’unico frenetico livello della creatura partorita da Charlie’s Games. Impersoniamo il pilota di una delle sei improbabili navi da guerra disponibili, ognuna resa unica da una determinata caratteristica; si passa da una nave capace di sparare in ogni direzione, una che crea cloni di se stessa per moltiplicare la capacità di fuoco, così come una che spara missili che cercano da se il bersaglio. Una importante caratteristica del gameplay è quella di riprendere le canoniche tre vite degli shoot ‘em up, che nelle prime giocate voleranno via in fretta. Peculiare la caratteristica che vede quattro potenziamenti che si vanno ad accumulare fino a raggiungere la temibile potenza massima, mentre una quantità più che abbondante di moltiplicatori del punteggio ci risulteranno indispensabili per scalare le leaderboards. I controlli sono semplici ed essenziali: le frecce direzionali sono usate per muovere la nave, un tasto per l’attacco base, uno per quello secondario ed un terzo per quello speciale; di spicco l’utilizzo fatto dei due attacchi principali, che sanno regalare una grande diversità al gioco rendendo gli approcci sfruttabili per le varie situazioni pressoché infiniti. La difficoltà non è mai troppo alta e raggiunge il suo picco con il boss finale, l’unico capace di rendere le situazioni di gioco realmente ostiche, non dissimili dalle sfide che ci seppero regalare nonni di Irukandji del calibro di Gradius ed Ikaruga.

- Il mare più colorato mai visto
E’ una psichedelica esplosione di colori quella che caratterizza la grafica di Irukandji: tutto lo scenario di gioco, a partire dalla navetta del giocatore, per arrivare ai fondali è estremamente variopinto e ricco di contrasto; questa scelta regala al gioco un’atmosfera quasi allucinogena, che raggiunge il suo apice con gli attacchi speciali disponibili, sempre estremamente colorati e struggenti, che riescono a prendere un posto di rilievo nel già ricchissimo ambiente di gioco. Il design delle stesse navette, ma sopratutto dei nemici non manca di originalità: cavallucci marini, meduse, murene, per finire con l’enorme granchio sono solo alcune delle numerose creature contro cui andremo.

- Non è sempre domenica

Irukandji

Irukandji è dotato di un unico livello.

In Irukandji non mancano di certo pecche. Sicuramente la longevità, l’eccessiva ripetitività e la soundtrack poco ispirata sono alcune di queste. Un unico livello è sicuramente troppo poco, divenendo ben presto noioso e prevedibile. L’aggiunta di una manciata di livelli in più non avrebbe fatto sicuramente male. L’eccessiva ripetitività, oltre che essere accentuata dal già citato problema dell’esistenza di un unico livello, è inoltre alimentata dallo scarso numero di potenziamenti disponibili. Proseguendo nel gioco, e raggiunto il massimo rateo di fuoco, il playthrough precedente al boss diventa noioso ed eccessivamente semplice. La più grande nota di demerito è sicuramente quella riguardante le musiche del gioco. I brani che accompagnano il giocatore durate le partite sono terribilmente ripetitivi ed (inoltre) di bassissima qualità, risultando frustranti, fastidiose e superflue.

- Ritiriamo le reti
Per concludere, Irukandji è sicuramente un buon gioco, che incontra pericolose sbavature in alcuni frangenti ma che sa comunque regalare diverse ore di divertimento. Il suo costo assolutamente non proibitivo (Offerta libera a partire da 1$) lo rende molto appetibile per gli amanti degli shoot ‘em up o anche solamente per coloro che vogliono divertirsi un po a cuor leggero.

Valutazione:

Classe B – Buon gioco

Gameplay: 8
Tecnologia: 6
Art Design: 9
Longevità: 5

+ Gameplay essenziale
+ Design di alto livello
+ Caotico al punto giusto

- Pessima IA
- Eccessivamente ripetitivo
- Anche la soundtrack risulta ripetitiva

TOTALE: 6 su 10 (cosa significa?)

Acquisto consigliato? Molto apprezzabile dai fan degli shoot ‘em up e godibile da coloro che voglio solamente divertirsi.

Approfondimenti: Il sito ufficiale rende disponibili informazioni e curiosità riguardo lo sviluppo del gioco.

Si ringrazia Reolo per il contributo.

Per commentare, usa il forum della Community.