Indie Stories N. 3: Plain Sight
Cambiamo rotta per un momento e diamo un’occhiata a Plain Sight, curioso esperimento di Beatnik Games che prevede infuocati duelli a colpi di spada e robot con tendenze suicide.
A differenza dei titoli trattati in precedenza, Plain Sight un gioco basato principalmente sul multiplayer, e infatti non è possibile cimentarsi in una modalità single player se non giocando con dei bot.
La prima cosa che salta all’occhio è il sistema di combattimento piuttosto particolare: avvicinandoci a un nemico, infatti, avremo la possibilità di agganciarlo tenendo premuto il tasto sinistro del mouse. Una volta “taggato”, è sufficiente rilasciare il tasto per scagliarsi contro il bersaglio e tentare un colpo di spada, l’unica arma a disposizione dei personaggi.
Questo non garantisce la vittoria, però. Prima di tutto, la spinta che avrà il giocatore è determinata dalla quantità di tempo in cui il giocatore tiene premuto il tasto del mouse. Rilasciandolo subito, infatti, il personaggio avrà una spinta mediocre e quasi sicuramente insufficiente a raggiungere il nemico. Agganciare il nemico per qualche secondo, invece, consentirà al giocatore di scagliarsi ad altissima velocità verso il bersaglio.
In ogni caso, considerata l’alta mobilità dei robot protagonisti delle battaglie, è possibile mancare anche un colpo sferrato ad alta velocità. Taggando l’avversario per un po’ di tempo, è possibile aumentare la precisione del colpo, aumentando le possibilità di fare centro.
Anche nel caso in cui il colpo andasse a segno, però, il nemico potrebbe utilizzare uno scudo con la giusta tempistica o attaccare a sua volta rispondendo all’affondo. Considerando che un singolo fendente è sufficiente per eliminare un robot, le battaglie diventano intense e piene di tensione: un singolo passo falso può condurre alla morte.
Ma il gioco non si riduce a un semplice “sconfiggi più avversari per raggiungere la vittoria”, e possiede invece un sistema di punteggio piuttosto particolare: uccidendo un nemico si ottiene un punto, il quale può essere aggiunto direttamente al punteggio globale suicidandosi (il suicidio consiste in un’esplosione che può coinvolgere altri giocatori aggiungendo punti),oppure si può continuare a giocare creando la possibilità di aumentare drasticamente i propri punti, ma aumentando al contempo il rischio di perdere tutto quello che si é ottenuto in una vita.
I punti ottenuti non servono solo a vincere la partita: ogni volta che il giocatore muore o esplode apparirà un menù che consente di spendere i punti guadagnati in potenziamenti vari, come la possibilità di saltare più volte di fila, la velocità di esplosione, potenziare lo scudo e così via. Questi power-up si applicano solo alla partita in corso, e spariranno al termine del match.
Tutto questo si traduce in un gameplay appassionante, frenetico e pieno di tensione, in cui il primo a sbagliare muore. Plain Sight è tremendamente divertente, e il level design garantisce una marcia in più.
Il gioco prevede anche diverse modalità, che vanno dal classico deatmatch al re della collina, per finire con una modalità inusuale: un giocatore è un robot gigante ed estremamente resistente, e gli altri giocatori devono cercare di eliminarlo.
Plain Sight ha, però, un singolo problema che mette in dubbio la validità dell’acquisto: online è praticamente deserto. È veramente difficile trovare un server con un buon numero di giocatori, con tutti i problemi che comporta.
Se, però, avete un buon numero di amici disposti a giocare con voi, Plain Sight è un acquisto consigliatissimo per chi ha voglia di un buon gioco multiplayer.



Non sembra male, però non penso faccia per me.