Recensione – Halo: Reach
 

Halo: Reach

Recensione

 
Recensione – Amnesia: The Dark Descent
 

Amnesia: The Dark Descent

Recensione

 
Recensione – Metroid: Other M
 

Metroid: Other M

Recensione

 

Indie Stories N. 1: Cave Story

Cave Story è ritenuto, da molti, una delle icone dell’indie gaming, e non senza motivo. Pixel (l’autore del gioco) ha impiegato cinque anni per creare la storia di Quote, Curly e compagnia, e il risultato è incredibile: Cave Story è uno dei più strabilianti titoli reperibili sul mercato freeware (!).

Non è una questione di “Cosa rende grande il gioco”: il capolavoro di Pixel è completo in tutto e per tutto, dal gameplay alla musica. Scendiamo più nel dettaglio per scoprire i punti di forza del gioco.

La prima cosa che salta all’occhio, una volta avviato Cave Story, è lo stile grafico decisamente old-style: lo sprite del protagonista e l’ambientazione fanno molto NES-SNES. Se avete problemi con i giochi dall’aspetto vecchio siete ancora in tempo a voltarvi e andarvene, perdendo però la possibilità di affrontare uno dei migliori giochi indie di sempre.

Balrog entrerà nei vostri cuori. Per sempre. HUZZAH!

Una volta raccolta la prima arma (la Polar Star), il gameplay comincia a mostrare tutte le sue (quasi infinite) qualità: i combattimenti sono fluidi, esaltanti, le boss battle memorabili, il sistema di power-up delle armi è magnifico e così via. Ma spieghiamo meglio in cosa consiste, esattamente, il gameplay, cosa tutt’altro che semplice.
Per descriverlo in poche parole, Cave Story è un action-adventure bidimensionale, ma questa definizione non gli rende minimamente giustizia. Per scendere più nei dettagli, dividerò per comodità la descrizione in due mini-paragrafi: azione ed esplorazione.

La parte più “action” prevede, ovviamente, intensi combattimenti contro vari tipi di nemici. Tralasciando la fluidità dei combattimenti, l’utilità delle armi che è possibile trovare durante il gioco e le incredibili boss-battle per un attimo, voglio evidenziare la validità del sistema di power-up delle armi a disposizione del giocatore.

Uccidendo i nemici, infatti, potremo ottenere vari oggetti, come vita, missili e dei triangolini gialli che servono a potenziare la nostra arma. Raccolti un tot di triangolini, l’arma salirà di livello, diventando più veloce/potente. Fin qui tutto normale, ma la parte interessante arriva quando scopriamo che i power-up possono essere persi: ogni volta che il protagonista viene colpito la barra del potenziamento scende vertiginosamente, costringendo il giocatore a essere rapido, preciso e letale per non perdere il suo prezioso power-up. La varietà di nemici, poi, spinge ad approcci sempre diversi a seconda della situazione, e il giocatore si ritroverà a switchare armi (tutte incredibilmente soddisfacenti, tra l’altro) in continuazione in diversi punti. Infine, le boss-battle sono semplicemente meravigliose, tutte ispiratissime e piene d’azione.
Parliamo, ora, della parte esplorativa, che prende più di uno spunto dal filone dei Metroidvania, come la mappa non-lineare da esplorare e gli oggetti da trovare. Le aree prevedono sempre molta esplorazione, e trovare tutto può trattenere il giocatore per parecchio tempo.
Unendo queste caratteristiche si ottiene Cave Story: azione a valanga, interessante sistema di power-up, esplorazione e un pizzico di Metroidvania vengono mescolati alla perfezione e formano un gameplay quasi perfetto.

Il gameplay è frenetico, appassionante e ben fatto: ogni battaglia da grandi soddisfazioni.

Cave Story, però, non è solo gameplay. C’è anche una trama veramente niente male ad affiancare il tutto. L’incipit è piuttosto semplice: il protagonista si sveglia in una caverna colpito da un’amnesia. Dopo un po’ di esplorazione, si imbatte in un villaggio di Mimiga (dei conigli “umanoidi”, capaci di parlare e di stare su due zampe), che sta diventando via via più spopolato per via del Dottore, un uomo malvagio che sta rapendo i Mimiga per i suoi scopi (che verranno spiegati più avanti nel gioco). Dopo alcuni avvenimenti, il protagonista decide di andare a salvare Toroko, una Mimiga che viene rapita davanti ai suoi occhi.
L’inizio della storia è, quindi, piuttosto classico. La storia sembra seguire infatti un filone abbastanza NES-Style.
Al Labirinto, però, Cave Story cambia decisamente direzione, mostrando una trama decisamente seria e adulta, e anche molto emozionante. Io stesso sono rimasto di sasso davanti a certe scene. In più, la trama ha tre possibili conclusioni.

Per finire in bellezza, la colonna sonora è semplicemente spettacolare e sempre azzeccata alla situazione.

Anche il migliore dei giochi ha, però, qualche pecca, e Cave Story non è da meno. Nel suo caso, stiamo parlando della longevità: una run che punta al finale intermedio richiede all’incirca 4 ore.

La domanda è: considerando il prezzo (0,00€), l’alta rigiocabilità e l’estrema qualità del titolo, vale davvero la pena di farsi il sangue amaro per questo? Io credo di no.

Se non vi è ancora venuta voglia di giocare a Cave Story, vi ricordo solo che è completamente gratis, che è disponibile anche un porting per Mac e che si merita il suo titolo di “icona indie”.
Se, invece, non vedete l’ora di giocarci, eccovi il link per il download, e godetevi un must del mercato indie.
Una piccola nota per gli utenti Wii o DS: è disponibile un porting a pagamento per le due console, che include nuove modalità e grafica migliorata (quest’ultima solo per la versione Wii).

Per commentare, usa il forum della Community.