Recensione – The Legend of Zelda: Spirit Tracks

| Titolo: | The Legend of Zelda: Spirit Tracks |
| Piattaforme: | Nintendo DS |
| Publisher: | Nintendo |
| Sviluppatore: | Nintendo |
| Genere: | Action-Adventure |
| Data d'uscita: | Disponibile |
| PEGI: | 7+ |
Il nuovo capitolo portatile della serie di The Legend of Zelda, annunciato quest’anno durante la Game Developers Conference, e diretto sequel di Phantom Hourglass, con cui condivide molti aspetti, propone di porre rimedio a quei difetti che caratterizzavano il predecessore e che hanno reso scontenti alcuni giocatori. Tutto questo, ovviamente, non senza portare delle novità.
The Legend of Zelda: Spirit Tracks prende forma cento anni dopo gli avvenimenti di Phantom Hourglass, nella terra chiamata Nuova Hyrule. Qui, il giovane Link (che non penso abbia bisogno di presentazioni) deve incontrare la Principessa Zelda per essere investito del titolo di ingegnere ferroviario del regno. Durante la cerimonia, Zelda consegna un messaggio segreto a Link, chiedendogli di raggiungerla nella sua stanza. Acconsentendo alla richiesta della principessa, Link accompagna Zelda alla Torre degli Spiriti tramite il suo treno, per investigare sulla sparizione delle cosìdette Spirit Tracks, rotaie che percorrono l’intero regno. Ma durante questo tragitto le rotaie che stavano percorrendo svansiscono, ed il gruppo viene attaccato… Zelda viene così separata dal suo corpo, divenendo un fantasma visibile solo a Link, ed il suo corpo viene rapito. La torre degli spiriti, inoltre, viene divisa in quattro pezzi. E così inizia l’ultima avventura della serie, alla ricerca del corpo di Zelda e di un modo di ripristinare le Spirit Tracks e la Torre degli Spiriti.
- Uno sguardo al gameplay
Sotto il profilo del gameplay, Spirit Tracks ricalca quanto fatto dal precedente episodio con qulche correzione e l’aggiunta di qualche novità.
I controlli sono gli stessi già visti in Phantom Hourglass: si poggia il pennino su un punto dello schermo per muoversi in quella direzione, si fa una linea per usare la spada, si tocca un nemico per attacchi rapidi, si disegna un cerchio per l’attacco rotante e così via. L’unico cambiamento degno di nota è la sostituzione della “gesture” assegnata al rotolamento, che ora è un semplice doppio tap al posto del disegnare cerchietti al bordo dello schermo. I controlli di Link, insomma, sono praticamente identici a quelli di Phantom Hourglass, ma senza che questo rappresenti un difetto: i controlli funzionano egregiamente come sempre, anche se in alcune occasioni possono portare a cadute accidentali ed errori di questo genere.
La principale novità in termini di gameplay rappresenta la possibilità di prendere il controllo di un Phantom (cavalieri indistruttibili già visti nel prequel che adesso risiedono nella Torre degli Spiriti) utilizzando i poteri di Zelda. Questo porta nuova freschezza al gameplay del gioco, ma non senza qualche problema…
I controlli del Phantom, infatti, si basano principalmente sul disegnare una linea dal Phantom stesso fino al posto da raggiungere, nemico da uccidere od oggetto da prendere. Nonostante questi controlli siano abbastanza intuitivi, il tutto rischia di diventare, nei livelli più avanzati della torre, abbastanza frustrante e noioso. Il problema riguarda solo alcune fasi del gioco, comunque, quindi non rappresenta un grande difetto, ma fa comunque storcere il naso.
I dungeon che caratterizzano la serie sono ben presenti, e sono divisibili in due categorie: dungeon normali, da completare utilizzando unicamente Link, e dungeon della torre, da completare con l’aiuto di Zelda-Phantom. I primi sono sempre divertenti e si lasciano completare senza troppi problemi, e difficilmente vi deluderanno, anche se alcuni potrebbero trovarli fin troppo facili. I secondi, invece, offrono una sfida maggiore ma risentono verso la fine dei problemi già esposti poco sopra: sono in generale una esperienza godibile, anche se non ai livelli dei dungeon più “classici”.
Molti avevano dubbi su come il treno avrebbe migliorato l’esperienza rispetto alla barca, soprattutto a causa dell’impossibilità di determinare una rotta totalmente libera come in Phantom Hourglass. In realtà gli sviluppatori sono riusciti ad implementare il tutto con discreta maestria, ed il treno riesce senza problemi a raggiungere, ed a tratti, superare, ciò che la barca di Phantom Hourglass aveva saputo offrire. Nonostante i percorsi prestabiliti (ampliabili, tra l’altro, completando le sub-quests), infatti, sono stati inseriti numerosi elementi in grado di intrattenere il giocatore, come nemici, ostacoli e treni “malvagi”. Ovviamente non ci si limita solo a questo, ma il treno ha effettivamente molti altri usi (ci sono persino enigmi che richiedono l’uso del treno), che scoprirete nel corso del gioco. I controlli del treno sono molto semplici: con una leva si controlla la velocità, tirando una corda si emette un suono di avvertimento, e toccando lo schermo si possono lanciare bombe.
L’ultima novità è rappresentata dal ritorno di uno strumento musicale, in questo caso un Flauto di Pan, da suonare sfruttando le caratteristiche del DS, ovvero touch screen e microfono. Lo strumento funziona senza troppi problemi, anche se vi capiterà di non riuscire ad eseguire al primo colpo le melodie più difficili (da suonare una sola volta per poter accedere ai dungeon).
Oltre a queste componenti, sono state introdotte delle piccole novità per quanto riguarda i dialoghi, che però lasceremo scoprire al lettore.
Nel complesso, la longevità del gioco in sè non è altissima, e si lascia completare in breve tempo. Ma il tutto è corredato da numerose sub-quests da completare, che però non sono originalissime e sono facilmente divisibili in gruppi base.
- La magia di Zelda
Da sempre la serie di è contraddistinta per l’ottimo sonoro e la grafica praticamente mai deludente. Queste caratteristiche sono presenti, bene o male, anche nell’ultima fatica Nintendo: la grafica è il solito Cel-Shading che abbiamo imparato a conoscere, e che mostra i propri muscoli negli scenari della Nuova Hyrule e nella bellissima intro che precede il menù di gioco. Unico difetto, qualche piccolo calo di framerate durante le sessioni in treno più concitate, ma niente di eclatante.
In generale la grafica è ottima per le potenzialità del DS, anche se su console casalinghe sarebbe stata ancora più spettacolare… ma torniamo con i piedi per terra e passiamo al sonoro: come da tradizione, la serie presenta una ottima soundtrack, specialmente nel suo bellissimo tema principale (che fa anche da overworld per le fasi in treno). In generale la colonna sonora non delude, anche se sono presenti dei brani “riciclati” dal precedente episodio.
Stilisticamente il gioco è molto simile al predecessore, ma allo stesso tempo riesce a modificare profondamente l’atmosfera grazie alla combinazione di nuovi scenari e di musiche molto esotiche, cambiando così decisamente il feeling generale.
- La Storia
La trama di Spirit Tracks non rappresenta una grande svolta all’interno della serie, ma riesce senza problemi ad andare oltre la solita storia che caratterizza la serie introducendo qualche piccola novità: per la prima volta Zelda accompagnerà Link per tutta la durata della storia, portando quindi a conoscere meglio il personaggio, che sarà quindi più caratterizzato rispetto al passato, cosa che farà contenti i fan della serie.
Inoltre, durante il gioco vengono introdotti numerosi personaggi – vecchi e nuovi – che rendono l’esperienza più interessante. Chi ha giocato i precedenti due episodi in termini di timeline – Phantom Hourglass e Wind Waker – sarà felice di poter riconoscere alcuni volti familiari, che si tratti dei personaggi stessi o di future incarnazioni. Il gioco non manca di qualche parte più narrativamente intensa, e personaggi in apparenza deboli potrebbero rivelarsi qualcosa di più di quello che sono. La storia, in particolare il finale, difficilmente vi deluderà, risultando nel complesso ben costruita anche se, ovviamente, non è niente di complesso o particolarmente elaborato.
- Conclusioni
Tirando le somme, il gioco si rivela ottimo, ma presenta comunque qualche lacuna che poteva essere facilmente colmata, forse derivante dal tempo di sviluppo non molto ampio (il gioco è stato sviluppato in due anni, di cui uno era quasi del tutto dedicato al “pensare” il gioco stesso).
In definitiva, il gioco presenta grafica e sonoro di ottimo livello, ed un gameplay buono ma con qualche lacuna.
Valutazione:
Classe B – Buon gioco
Gameplay: 7.5 su 10
Tecnologia: 8.5 su 10
Art Design: 8 su 10
Longevità: 7.5 su 10
+ Il gioco colma senza problemi le lacune del predecessore…
+ Le novità sono consistenti e si fanno sentire
+ Il treno non è niente male
+ Ottima grafica e sonoro
– …ma ne aggiunge di nuove
- Peccato per alcuni sporadici cali di framerate
- I controlli potevano essere migliorati
Globale: 7 su 10 (Cosa significa?)
Acquisto consigliato? Sì
Approfondimenti: Intervista Iwata Chiede su Spirit Tracks


