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Author Topic: Lucio Battisti: Hegel (la canzone)  (Read 1678 times)
Der Blutsauger
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« on: February 01, 2010, 10:43:53 PM »

Hegel:



Da molti Hegel è considerata la sintesi di tutto il cammino artistico-musicale di Lucio Battisti, sia in quanto a testi che in quanto a musica. Riporto qui per chi volesse approfondire la materia alcuni commenti in merito fatti sul newsgroup it.fan.musica.lucio-battisti, oltre che la versione originale del brano, uno spezzone (l'unico rilasciato) del video ufficiale e la cover acustica fatta dal progetto EquiVoci (suonano i pezzi dell'ultimo Battisti privandoli degli arrangiamenti elettronici).

Hegel (versione originale)
Hegel (spezzone del video musicale originale)
Hegel (cover acustica/orchestrale del progetto EquiVoci)

"Le parole non hanno significato, perchè ne hanno molti. Io ho una vocazione parossistica del senso. Detesto chi ne enfatizza uno soltanto. E' un impoverimento della canzone. Le canzoni hanno bisogno di trovare sempre significati nuovi e non devono avere speranza. Dove c'è speranza non c'è artista".

(Pasquale Panella)


Il Testo:

Ricordo il suo bel nome: Hegel Tubinga
ed io avrei masticato
la sua tuta da ginnastica.
Il nome se lo prese in prestito dai libri
e fu come copiare di nascosto,
fu come soffiare sul fuoco.
Cataste scolastiche: perché?
Quando tutto è perduto non resta che la cenere e l'amore;
e lei nel suo bel nome era una Jena.
Chi di noi il governato e chi il governatore
son fatti che attengono alla storia.
Chi fosse la provincia e chi l'impero
non è il punto:
il punto era l'incendio.
Erano gli esercizi obbligatori estetici,
le occhiate di traverso, e tu guardavi indietro;
c'eravamo capiti, capiti all'inverso.
Ci diventammo leciti per questo.
D'altronde, d'altro canto.
A volte essere nemici facilita.
Piacersi è così inutile.
Un bacio dai bei modi grossolani
sfuggì come uno schiaffo senza mani.
Talmente presi ci si rese conto
d'essere un'allegoria soltanto quando
ci capitò di dire, indicando il soffitto col naso,
di dire "Noi due" e ci marmorizzammo.
La corda tesa, amò l'arco
e la tempesta la schiuma,
il cuore amò se stesso,
ma noi non divagammo.
L'animo umano è nulla se non è
una pietra da scalfire ricavando
i capelli e il suo bel piede.
Era la collisione, il primo scontro epico,
perché non scritto ma cavalcato a pelo,
ed ognuno esigeva
la terra dell'altro,
le mani, la terra, la carne, il terreno.

Il Testo (interpretazione storica):

Georg Wilhelm Friedrich Hegel, nasce il 27 agosto 1770 a Stoccarda,
capitale del ducato del Wuerttemberg.
Dopo aver compiuto studi regolari, approda, sempre nella sua città natale,
in un istituto di carattere umanistico-religioso, dove si dimostra uno
scolaro modello; prende anche lezioni private di geometria, astronomia
e agrimensura da un colonnello d'artiglieria.

HEGEL

Ricordo il suo bel nome: Hegel Tubinga
ed io avrei masticato
la sua tuta da ginnastica.


La storia va avanti  ricordando i suoi anni trascorsi all'Università
di Tubinga. Il giovane Hegel si iscrive nel 1788 per studiarvi teologia,
dividendo il suo alloggio con Holderlin e  Schelling, ossia rispettivamente
uno dei più grandi poeti della Germania e di un altrettanto grande filosofo.

Il nome se lo prese in prestito dai libri
e fu come copiare di nascosto,
fu come soffiare sul fuoco.


Come le celebri lezioni di Hegel, docente alla cattedra universitaria
di Berlino, raccolte e trascritte segretamente dai suoi ex allievi.
Sta di fatto che quella che noi chiamiamo Estetica è la rielaborazione
di un discepolo ( Hotho ) basata sugli appunti raccolti dalla viva voce
di Hegel, ma anche con delle aggiunte ritenute necessarie per rendere
leggibili quelle pagine. Il trattato venne dato alle stampe da Gustav
Hotho nel 1835, solo dopo la morte del grande filosofo.

Cataste scolastiche: perché?
Quando tutto è perduto non resta che la cenere e l'amore;
e lei nel suo bel nome era una Jena.


Jena ,è ancor oggi una piccola città della Germania dell'Est, molto
bella e moderna, concentrata tipicamente per studenti universitari.
Hegel per ottenere l'abilitazione all'insegnamento, vi soggiornò per
un lungo periodo, dal 1801 al 1807. Fu qui, che conobbe l'unico
amore della sua vita, Charlotte, sua affittacamere e governante.
Ma il drammatico susseguirsi degli eventi politico-militari, fecero
ben presto precipitare la situazione: le inarrestabili guarnigioni
napoleoniche avevano preso il cuore della città, piegando il fiero
orgoglio teutonico. Sotto il fuoco delle armi, Hegel fu costretto
ad abbandonare il tetto dell'amata per riparare altrove.

Chi di noi il governato e chi il governatore
son fatti che attengono alla storia.
Chi fosse la provincia e chi l'impero


" La Fenomenologia dello Spirito" è una tra le opere più importanti
nella storia della filosofia moderna classica. Nella descrizione del
processo che porta il soggetto verso la verità, Hegel illustra le due
celebri figure del servo e del padrone, secondo il quale, il padrone,
una volta raggiunto il suo scopo, non ha più bisogno di affermarsi,
mentre lo schiavo deve autoaffermarsi molto lentamente attraverso
il proprio lavoro. Il padrone però, non riuscirà più a fare a meno
del servo, il quale costruisce gli oggetti di cui egli  ha bisogno.
Dunque la subordinazione si rovescia.
Il ribaltamento dialettico hegeliano trova una sua perfetta sintesi
nella teoria che anche il  padrone è servo e anche il servo è padrone.
Ma in queste frasi sibilline di Panella, sembra celarsi allo stesso tempo
il triste epilogo: anche la Prussia, come tutta l'Europa, dovette inchinarsi
allo strapotere di Napoleone, il quale ne divenne padrone assoluto.

Erano gli esercizi obbligatori estetici,
le occhiate di traverso, e tu guardavi indietro;
c'eravamo capiti, capiti all'inverso.


Si torna ancora a citare l'opera di Hegel con le lezioni di estetica
e le varie visioni del mondo, ma nello stesso tempo della conoscenza
sulla funzione insopprimibile della contraddizione come legge di sviluppo
della realtà, e non come semplice negazione. La logica hegeliana si
contrappone alla logica tradizionale, fondata sul principio di identità e
di non contraddizione. Il grande filosofo mette in discussione il principio
di non contraddizione tra due poli., secondo il quale la possibilità che
una cosa si muti in una cosa diversa, risiede proprio all'interno della cosa
stessa. All'interno delle cose esiste questo rapporto di contraddizione
tra lo yin e lo yang. Lo yin e lo yang sono uniti ed al tempo stesso in
lotta. La teoria hegeliana, per conseguire l'unità di opposti, si basa sulla
convinzione dell'uno bisognoso dell'altro per realizzarsi: da ciò consegue
che la realtà si attua in un processo dove termini opposti si negano
reciprocamente e si integrano in una nuova e più ricca unità.

Ci diventammo leciti per questo.
D'altronde, d'altro canto.
A volte essere nemici facilita.
Piacersi è così inutile.


Un  "opposto", è tale in quanto non è solo se stesso, ma allo stesso tempo
altro: A è non A e viceversa. La conclusione di Hegel  è che il negativo è
insieme anche postivo e tutte le cose sono in se stesse contradditorie.

Un bacio dai bei modi grossolani
sfuggì come uno schiaffo senza mani.


Un bacio non dura che un istante ma il suo significato è infinito.
Simbolicamente rappresenta un incontro tra gli opposti, e ci offre
l'opportunità di affrontare e riconoscere l'altro in quanto altro.
E' l'inizio del superamento conflittuale, in cui cominciamo la scoprire
la natura profonda e familiare del Sé, attraverso il confronto e
il riconoscimento dell'Altro.

Talmente presi ci si rese conto
d'essere un'allegoria soltanto quando
ci capitò di dire, indicando il soffitto col naso,
di dire "Noi due" e ci marmorizzammo.


Una metafora sulla difficoltà comunicativa tra due opposti - come qui
si potrebbe arguire - è sottintesa nell'opera di rinnovamento compiuta
da Battisti e Panella, e che il fruitore non sembra accettare assolutamente.
Di fronte a questo ermetismo il grosso del pubblico si è  rifiutato di
varcare la fatidica soglia, non ha capito la portata innovativa introdotta
dai due artisti. Davanti a questo scoglio di non ricezione i due " poli "
sono entrati in collisione e si sono ulteriormente allontanati tra loro,
" irrigidendosi " sulle loro posizioni.

La corda tesa, amò l'arco
e la tempesta la schiuma,
il cuore amò se stesso,
ma noi non divagammo.


L'armonia è il risultato della ricerca continua di un equilibrio fra
la dualità degli opposti, per creare l'unità  nella diversità e
arrivare al nostro vero essere: l'uno.
Eraclito sosteneva: gli ignoranti non sanno che, ciò che è differente,
concorda con noi stessi, dato che l'armonia dei contrari, equivale
all'armonia dell'arco e della lira. Secondo l'antica filosofia greca,
sono gli strumenti di Apollo, il dio della luce e della musica, con
i quali egli conserva la vita e produce la morte, generando l'armonia
che regge l'ordine del mondo.
Anche Hegel si schiera per l'esistenza dell'armonia dei contrari,
i quali ricevono senso l'un l'altro: infatti non c'è bianco senza nero,
non c'è vita senza  morte.

L'animo umano è nulla se non è
una pietra da scalfire ricavando
i capelli e il suo bel piede.


Il carattere peculiare della filosofia hegeliana fu quello di affermare la
razionalità della storia. Mentre l'eredità del pensiero greco fu quella di
cogliere la ragione nella natura, Hegel ha cercato di riconoscere la stessa
razionalità anche nel campo della storia. La sua tesi fu che anche nella
storia dell'uomo, dove nell'apparente caos delle vicende umane, si
manifesta una razionalità analoga a quella presente nella natura.

Era la collisione, il primo scontro epico,
perché non scritto ma cavalcato a pelo,
ed ognuno esigeva
la terra dell'altro,
le mani, la terra, la carne, il terreno.


Il rombo dei cannoni coincise con la stesura finale della Fenomenologia
dello Spirito. Il giorno prima della carneficina di Jena del 14 ottobre 1806
- una battaglia epocale che costò un numero spaventoso di vite - Heghel
si confida privatamente, con una lettera indirizzata all'amico Niethammer,
di aver visto sfilare per le vie della città, quel Napoleone a cavallo, da
lui considerato come il "punto"  in cui si concentra " l'anima del mondo"
che "s'irradia per il mondo e lo domina", ovvero colui che doveva reggere
il mondo, colui che rovesciando il vecchio, doveva regolare il nuovo,
promulgando costituzioni e codici legislativi.
Ma si sbagliava.
Da lì a poco, il 10 dicembre 1812, in una gelida giornata d'inverno,
Napoleone giunse in slitta a Varsavia con 10.000 uomini dalle divise
lacere ed in preda alla fame. Era quello che rimaneva dei 600.000
dell'invincibile armata e l'inizio della sua inarrestabile caduta.
L'epopea di Napoleone segnò una profonda inquietudine intellettuale
in Europa. Non è dunque eccessivo dire che ancor oggi la storiografia
risente di quell'evento epocale e di quel mito. Il destino però si diverte
alle spalle degli uomini, è sempre in agguato, bastava un niente per
cambiare il corso della storia:. se Bonaparte non avesse intrapreso la
campagna di Russia , probabilmente il mondo oggi non sarebbe questo.
Tutto passa, passano le guerre, ritornano al trono monarchi e presidenti,
passano le mode, tutto cambia, tutto... tranne la canzonetta !
Lei no, è rimasta immutata nel corso dei secoli, sempre uguale a se stessa.
Davanti alle spallate messe in atto nella storia per demolire il suo mito
presso gli uomini, ne è sempre uscita indenne.
« Last Edit: February 01, 2010, 10:50:18 PM by Der Blutsauger » Logged




Si api na lu cielu na potta 'nmaliritta
Si api na la terra la fossa di li motti
Luna è no cielu sangu e focu sunnu pronti già 
Agghiastru conza alivi 'nmaliritti
Agneddi spaccati hannu lu cori na li petti
Luna è no cielu tuttu è pronti pi lu jocu di li spiddi...


(Inchiuvatu: Lu jocu di li spiddi)

Der Blutsauger
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« Reply #1 on: February 01, 2010, 10:44:12 PM »

Il Testo (interpretazione Hegel=Mogol):

Hegel è Mogol ?

Hegel è una canzone che presenta alcune contraddizioni evidenti, ma
fosse solo per questo, considerata la logica hegeliana, sarebbe una
canzone coerente.
Cominciamo a capire quanti sono i protagonisti della canzone: sono tre o
sono quattro?
L' Io della canzone ricorda il SUO bel nome, e si riferisce a una terza
persona. Il sesso di questa terza persona non è specificato.
Dopo la prima modulazione compare una lei, la Jena dal bel nome.
Poi c'è un'altra modulazione e i protagonisti diventano due , ma questa
volta l'Io canta alla prima persona plurale . Dice noi e dice tu.
Questi tre o quattro protagonisti innescano una serie di
interpretazioni, più o meno spericolate, che si intrecciano con il senso
letterale , ricco di riferimenti alla vita e al pensiero di Hegel. (
Jena, Tubinga, Napoleone che entra a cavallo nella città incendiata
,dialettica servo padrone)
Se queste interpretazioni sono corrette o solo fantasiose non mi
importa. Ognuno può giudicare da sè, io continuo ad attenermi ai fatti
accertati, e da questi cerco di trovare connessioni coi testi.

Hegel è Mogol.
La Jena ovviamente è Grazia Letizia Veronese
L'io della canzone è Battisti.
Il tu è Panella.

(prima incongruenza : in altre canzoni sembra invece che l'io sia Panella)
Cominciamo da quella che sembra essere l'accoppiata più strampalata,
ossia Hegel = Mogol

Battisti dichiara negli anni 70
"Voglio essere il fine dicitore della canzone italiana"
Ascoltando le sue canzoni si capisce che la ricerca della pronuncia
corretta di tutte le parole è ancora viva anche nel periodo con Panella.
Sentite per esempio come pronuncia coscIenza in Estetica. La I si sente
nettamente.
Ecco, a fronte di una cura meticolosa nel pronunciare in modo corretto
tutte le parole, nella canzone Hegel , stranamente Lucio( "lavorava
moltissimo sulla melodia", Panella) pronuncia in modo sbagliato Hegel.
Lo pronuncia alla napoletana: dice Hegèl.
E' praticamente un unicum, questo errore.
Pronunciato in questo modo, Hegèl suona come Mogòl.
Hegèl Tubinga suona come Mogòl Battìsti.
Certo siamo nel campo della fantasia pura. Ma andiamo avanti.

L'album esce il 29 di settembre, data dagli ovvi riferimenti mogoliani.
Panella , in occasione dell'uscita rilascia alcune interviste nelle
quali dichiara che Hegel è un manifesto contro la canzone spazzatura,
"Sfuggo il senso unico, o meglio l'unico senso.Detesto chi ne enfatizza
uno soltanto. E' un impoverimento della canzone. Le canzoni hanno
bisogno di trovare sempre significati nuovi e non devono avere speranza."

Continuiamo su Mogòl: io avrei masticato la sua tuta da ginnastica.
Questa frase si capisce, secondo me, soltanto se la colleghiamo a
un'altra dichiarazione di Pasquale, secondo me rilasciata dopo aver
constatato, e lo dice chiaramente sempre in una intervista, che critici
e commentatori non avevano capito nulla dell'album:

"Hegel era uno che difendeva la sua zona. Hegel era un terzino."
In che ruolo giocava Mogol, nella nazionale cantanti?

Eh, giocava proprio da terzino( e il bello è che lo dice pure in una
canzone con Lucio, Una vita viva).

Panella detesta la canzone governativa, la canzone serva : oltre a
ricordare che la filosofia hegeliana divenne filosofia di stato, si deve
porre l'accento sul fatto che proprio in quegli anni Mogol inaugurava il
CET, quella scuola per autori di canzoni , tanto reclamizzata e che
finora non ha prodotto nulla di significativo.

Proseguiamo:
Il nome se lo prese in prestito dai libri

Ultimamente Mogol ha dichiarato di non ricordare da dove abbia preso
questo pseudonimo, ma è abbastanza semplice scoprirlo. Il Gran Mogol ,
quello vero , è il conquistatore di Costantinopoli, fondatore
dell'omonima dinastia.
E' curioso inoltre notare che Lew Wallace ha scritto un libro sul gran
Mogol, e Lew Wallace è l'autore di Ben Hur, titolo che riporta alla
mente l'imperativo che l'Io di DonGiovanni rivolge all'ascoltatore.
Segnalo e depennalo.

E fu come copiare di nascosto
fu come soffiare sul fuoco

La coppia Mogol Battisti produce un disco dopo l'altro, un progetto a
tavolino che scivola sempre più nel commerciale. Soffiare sul fuoco
significa alimentare un dissidio.Il dissidio lo vive Lucio, tra quello
che sente di essere e quello che è per la critica italiana.

Poco dopo arriva una lei, quella che alcuni cretini, anche famosi hanno
soprannominato la Yoko Ono della Brianza e che invece secondo me è solo
una donna innamorata di suo marito e gelosa della propria famiglia.

Lei nel suo bel nome era una Jena
Il bel nome è Grazia Letizia
Jena perché accusata da molti come la vera artefice del divorzio
mogolBattisti,
( se fosse vero le dovrebbero dare l'Oscar, senza nulla togliere al
periodo con Mogol, che ha sfornato grandi canzoni e grandi album come
Anima Latina)

Qui però arrivano due o tre frasi che si intrecciano sia a Battisti
Mogol, sia a Battisti Velezia e sia a Battisti Panella
Chi di noi il governato, chi il governatore
Chi fosse la provincia e chi l'impero son fatti che attengono alla storia

Aggiungiamo anche il presunto litigio sui diritti d'autore ( e persino
quello su questioni di proprietà: ognuno esigeva la terra dell'altro. Ma
potremmo anche aggiungere il cavalcato a pelo, che richiama in qualche
modo uno dei pochi episodi noti della vita di Lucio, ossia la cavalcata
Milano Roma fatta con Mogol, anche se i cavalli erano sellati!)

Improvvisamente per si passa al noi. Il brano modula nuovamente e la
canzone recita

Erano gli esercizi obbligatori estetici, le occhiate di traverso e TU
guardavi indietro
c'eravamo capiti , capiti all'inverso, ci diventammo leciti per questo.
D'altronde e d'altro canto.
....Talmente presi ci si rese conto
di essere un'allegoria soltanto quando
ci capitò di indicare il soffitto col naso
di dire noi due e ci marmorizzammo.

Qui , secondo me Panella parla del rapporto tra lui e Lucio.
Sempre in un'intervista si lamenta del fatto che LORO MALGRADO, anche la
coppia Battisti Panella era diventata un fenomeno commerciale, una
distilleria abusiva che goccia a goccia secerneva a scadenza biennale un
nuovo disco.
Panella diceva : abbiamo fatto( tu guardavi indietro)
Battisti pensava subito al prossimo
In pratica i due erano diventati scontati, una figura del mercato
discografico, erano stati istituzionalizzati. Marmorizzati.

Se viene letto hegelianamente questo testo è stupefacente: la tesi
iniziale di Battisti che stanco della routine e della squallida figura
di prodotto commerciale rompe il sodalizio con Mogol, si ribalta
nell'antitesi di Panella che per gli stessi motivi rompe il rapporto con
Lucio.
La sintesi è scritta negli ultimi versi:

La corda tesa amò l'arco
ecc ecc Era la collisione il primo scontro epico ( a parole)
perché non scritto ma cavalcato a pelo
e ognuno esigeva la terra dell'altro , ecc

La sintesi è che il miracolo della produzione Battisti Panella è stato
possibile solo in quanto incontro tra due opposti, dialettica tra arco e
corda( vedere Eraclito e considerazioni di Hegel su Eraclito).
A volte essere nemici facilita: piacersi è così inutile.
L'arte, il miracolo scaturisce proprio dalla collisione tra i due
contendenti che , seppur discutendo amabilmente , cercano di sottrarsi
il terreno a vicenda.
Quando si diventa UNO, quando ci capitò di dire noi due, la passione è
finita. E' la nuova tesi in cerca di una nuova antitesi.

Hegel (intepretazione "storia d'amore"):

Hegel: storia di un amore giovanile, scolastico. A testimoniarlo ci sono i
libri, le cataste scolastiche, la tuta da ginnastica che
probabilmente lui "mordicchiava" mentre erano a "sbaciucchiarsi". Il nome
della ragazza, Hegel Tubinga, è naturalmente uno pseudonimo, preso appunto
"in prestito dai libri". E' un amore contrastato, difficile, una lotta
continua: ma alla fine la passione che li ha presi è più importante e più
forte di screzi e litigi ("chi di noi il governato e chi il governatore non
è il punto: il punto era l'incendio"). E poi non sempre due caratteri simili
e concilianti vanno d'accordo, anzi, "a volte essere nemici facilita,
piacersi è così inutile". Specie se i due si "capiscono all'inverso". La
storia resta però tormentata, resta un "contrastarsi amabilmente": tra
occhiate lanciate di traverso e baci grossolani lui e lei non vorrebbero
quasi riconoscere di essere innamorati, e persino un semplice e distratto
"noi due" li lascia di sasso. Il loro amore resta "uno scontro epico"
vissuto in prima persona. A farvi da contorno ci sono (passando a La moda
nel respiro) gli studi e la scuola, che - tra l'altro - non appare in una
buona luce: "curvi corridoi", "disciplinatori" (e non semplici professori),
studentesse e studenti intenti ad "un rimandare sempre all'anno dopo", ad un
ballo senza scopo. Lui e lei si distaccano un po' da questo "valzer",
rimangono nella stanza accanto (e la stanza è un tema che ritorna per tutto
Hegel: "ecco la stanza", "stanze come questa". Ciò rafforza la mia
impressione che Hegel sia l'album degli spazi chiusi, a differenza del
"metropolitano" CSAR e della più solare Sposa). Che gli studi non
interessino parecchio - almeno a lei - sembra apparire dai primi versi della
Moda: "Dici i Greci e pensi 'sono pieghe', son colori i Fenici e i Macedoni
fibbie, intimi i Latini"; se volessimo fare un collegamento abbastanza fuori
luogo potremmo citare "parlar di comprensione, evoluzione, elevazione,
mentre pensi ai tacchi alti che hai", ma dubito che Panella sarebbe molto
d'accordo ;-)).
Tornando ad Hegel, da quel poco che ci è dato supporre si tratta di una
storia
ormai chiusa, un amore fugace ma intenso. A titolo personale quello che più
mi ha colpito è stato come Panella sia riuscito a raccontare senza banalità
una storia di per sé non originalissima. D'altronde tutto Hegel è un album
colto:
le ultime parole di Hegel stessa, "le mani, la terra, la carne, il terreno"
sono citate da Hobbes
(Simone correggimi se sbaglio); nella Moda si parla di "via di mezzo", un
concetto
della filosofia aristotelica; si affronta la tematica estetica in più
canzoni (Estetica,
La bellezza riunita, La moda, La voce del viso). Ci sarebbero molte altre
cose da dire,
ma per limiti di tempo, spazio e memoria mi fermo qui.

Altri commenti su Hegel:

1)

A parte il fatto che sono convinto che tutta la produzione con Panella
abbia a che fare con Hegel, qual è il significato programmatico di ciò?
Battisti ha cantato Hegel!
Il più incantabile di tutti. Accusato da Popper e da gran parte della
filosofia analitica per la difficoltà del suo linguaggio( veramente
Popper e altri lo insultano, più che accusarlo)Hegel è sempre stato
famoso perchè spezza le reni a chiunque voglia studiarlo senza un aiuto(
e in effetti garantisco che è veramente dura, anche se la fenomenologia
lo è ancora di più)
Battisti ha voluto dimostrare che era in grado di Comporre melodie su
testi IMPOSSIBILI SOTTO TUTTI I PUNTI DI VISTA, metrico, letterale,
concettuale, ecc.
Con Hegel Battisti diventa inoltre il musicista che ha MUSICATO I TESTI
PIU' IMPEGNATI DI TUTTI I TEMPI. E questo alla faccia di chi lo ha
bollato come cantante commerciale.
Hegel va sbattuto in faccia a tutti quelli che si riempiono la bocca con
concetti da quattro soldi espressi dal famoso cantautorame italico.
Che tra le altre cose è per il 99 per cento ispirato da ideologie
filomarxiste, e quindi figlie bastarde della filosofia di Hegel.

2)

.....Hegel secondo me, racconta l'amore quando viene vissuto,
come qui nel moderno Occidente, in maniera conflittuale, dispotica,
insensibile alle affinità: non dimentichiamo che (nel suo bel nome)
lei era una iena, e probabilmente il suo impero (tirannico) possedeva la provincia.
Un amore di marmo come tanti che vedo, un quadro significativo
per descrivere l'incapacità di amare: essendo noi, riflessi delle strutture di potere.
Hegel Tubinga, questa ragazza intrisa quindi di filosofie razionaliste
rappresenta la scomparsa e la sconfitta dell'amore passionale (Goethe? Stendhal?).
Interessante sapere che la frase finale è di Hobbes (non lo sapevo).

3)

Questo che diceva Max sulle canzoni d'amore panelliane lo condivido e
inoltre aggiungo che
la maggiorparte delle parole mogoliane parla di tradimenti, di infedeltà
e di rotture.
Nel migliore dsei casi di qualcosa di bello che però è finito....
Le parole di Panella invece sono davvero molto più amorose e si
soffermano su aspetti dell'amore
molto più dolci, quotidiani e a volte persino piuttosto erotici
(Hegel per esempio è pieno zeppo di sesso....)
Insomma situazioni molto più positive....

4)

Qui gli argomenti (?) trattati mi sembrano i più originali in
assoluto. Molto belli ed unici.

HEGEL
Un amore adolescenziale.
Troviamo il solito tema: a volte essere nemici facilita, piacersi è
così inutile. Ossia meglio un amore conflittuale ma vivo dell'amore
noioso di  "mi riposa".

5)

Oggi ero in treno e mi stavo ascoltando Hegel
Sono straconvinto che il testo parli del rapporto con Mogol.
A parte il cenno al fatto che il suo nome lo prese in prestito dai libri,
quando dice di aver masticato la sua tuta da ginnastica intende dire che ha
parlato per lui, al posto suo, cantando i suoi testi.
"La sua tuata da ginnastica" perchè per Mogol scrivere significava allenare
la mente, così come un atleta corre per migliorarsi.
Troppi riferimenti per essere un caso, troppi.

6)

 Penso di scoprire l'acqua calda scrivendo che il manifesto artistico dei
Nostri sia stato la ricerca di ciò che è essenziale nella comunicazione.
 Cominciamo dalla Musica di Lucio: chiunque prenda in mano gli spartiti di
Don Giovanni , L'apparenza e Hegel si accorge di come melodia, armonia e
ritmica seguano un processo di semplificazione che in Hegel si fa estremo.
Melodia: in Hegel predominano melodie ch esi basano su ripetizioni
lunghissime di un unica nota
( LAMPO : scommettiamo che tutte le impennate coincidono con le parole
chiave??!!
 Solitamente , quando lampeggio , non ci azzecco mai.....Ma speriamo...)
Armonia : ridotta all'osso , il pentagramma relativo all'armonia è quanto di
più semplice esista.
Ritmica : le figure ritmiche anche del basso, sono praticamente immutabili.

l'essenza della musica è quindi immediatamente individuabile: ti deve
muovere e far cantare .Catturarti e costringerti ai suoi voleri
E' quasi impossibile l'ascolto dei cinque album bianchi, intendo l'ascolto
passivo, contemplativo, volontario.

Passiamo a Panella

Apparentemente sembra procedere in senso inverso : semrba farsi prolisso in
progresso di tempo!
E invece non bisogna perdere di vista l'essenza delle cose: aumentano le
digressioni, i pensieri associativi , così come aumentano i suoni, gli
abbellimenti nelle musiche.
Quello che conta sono però le parole chiave , quelle che ti danno il profumo
dell'aria che stai respirando, il senso generale.

 Il resto è abbellimento: il senso quindi non è ricavabile attraverso la
sintassi ma cambia a seconda dell'ascoltatore: "mi interessa il singolo
ascoltatore" , la comunicazione è quasi prelogica . E' fondata sulle parole
, quelle ti permettono di intuire un senso , di costruirlo e di smontarlo,
di individuarne un altro, di collegarne due -.
L'approccio quindi non deve essere di colui che si mette lì e dice "Vediamo
un po' cos'ha da dire questo autore"

L'autore non ha "nulla da dire", semmai SUGGERISCE.
Il senso è sempre nuovo è si genera dalla parole stesse .L'arte di Panella
sta nel precludere ad ogni particolare il privilegio di affermarsi lasciando
spazio solamente all'idea UNIVERSALE:  se tià da un particolare evita di
darti le coordinate contestualizzanti, per cui quel particolare cessa di
essere tale . Questo è Hegel, intuisco che c'è molto Hegel in questo . Ogni
descrizione , maniacale in Mogol, si fa essenziale in Panella.
Ma i bei quadretti di Mogol sono dati una volta per tutte, immodificabili.
Il mondo di Panella è un mondo che invece apre, la sua parola genera
immagini sempre nuove.
Gli stessi riferimenti letterari, i nomi evocativi di per sè non fanno altro
che mettere in moto l'immaginazione del singolo ascoltatore.

Ricerca dell'essenza: ritmica  e parole chiave ( e scommetto che anche
queste seguono una precisa ritmica!!)

7)

A me pare solo di ricordare che Lucio fosse appassionato di filosofia (ma non solo) in generale.
Non ricordo riferimenti precisi su Hegel. Son quasi certo però della 'lontananza' filosofica di
Pasquale da Hegel.

L'ultimo album (Hegel) credo sia infatti una specie di attacco
alla mentalità hegeliana (razionalismo) tuttora tristemente dominante
nelle sfere decisionali e sul 'controllo' emozionale della Società.
E come si nota nella canzone, anche nella mentalità della donna di oggi,
attraente (ecco perché 'masticato') ma prevalentemente 'nemica' dell'uomo (iena).

8 )

In filosofia Hegel è considerato l’ultimo filosofo epistemico, dopo di lui inizia il periodo nichilista. Quindi secondo me il significato del titolo è questo: Dopo Lucio, il nulla. Lucio nella canzone è considerato come hegel in filosofia, il culmine della creatività e nessuno dopo di lui potrà raggiungere vette più alte perché non esistono altre vette  oltre a quelle  già conquistate da lucio. Oltre quelle vette, il nulla.
« Last Edit: February 02, 2010, 12:33:36 AM by Der Blutsauger » Logged




Si api na lu cielu na potta 'nmaliritta
Si api na la terra la fossa di li motti
Luna è no cielu sangu e focu sunnu pronti già 
Agghiastru conza alivi 'nmaliritti
Agneddi spaccati hannu lu cori na li petti
Luna è no cielu tuttu è pronti pi lu jocu di li spiddi...


(Inchiuvatu: Lu jocu di li spiddi)

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« Reply #2 on: February 01, 2010, 11:34:17 PM »

Pasquale Panella su Hegel:

- Perchè Hegel ?
Perchè se vogliamo parlare bene, se vogliamo pulirci la bocca, parliamo di
canzoni. Questo perbenismo immondo, cantabile e ballabile. La canzone,
questa cosa centrale, mediana. L'Italia è attraversata dalla canzoncina,
dalla musica leggera, questa cosa acquietante, torporosa, analgesica,
democristiana, berlusconiana.

- Che cos'è Hegel ?
E' che un giorno, io, schifato dall'essere al mondo un frequentatore della
cantina, cioè della canzone carina, ad un certo punto scrissi, un dì, non
altro, non più, non forse che un disco chiamato Hegel.

- Ha mai studiato Hegel ?
No.

- Ma sono otto canzoni sullo stesso tema ?
Ma chi se ne importa.

- A qualcuno importa.
Questa intervista è una pagina bianca.

 Perché Hegel ?
Vogliono la verità ? Vogliono la semplicità ? Gliela dò nella sua forma
più pura, più estrema: la filosofia.

- Un filosofo non è un abituale argomento di canzoni.
Hegel fu un grande perché formò il suo grande avversario, Schopenauer.

- E' un punto di vista.
Perché esiste qualcosa che non sia un punto di vista ? Quando si dice
Hegel è una cosa immediata, la gente capisce, anche per un ignorante
Hegel è Hegel. Era uno che difendeva la sua zona, Hegel era un terzino.
Ma io non posso parlare del disco, detesto riassumermi.

Hegel è la canzone. E' un pachiderma centrale, mediano, indeciso come la
canzone. Hegel è la parola, in lui appare l'apparenza, è già Don Giovanni...

Commenti all'intervista:

1)

Se ti interessi di filosofia,scopri subito che
l'ultima filosofia sistematica è stata quella di Hegel , e che dopo di
lui c'è stato letteralmente il diluvio. Secondo Severino Hegel è la fine
della filosofia. Come vedi Panella conosce benissimo l'argomento.

2) [Riguardo Schopenauer]

Perfettamente coerente con l'hegelismo: il problema è per chi non
conosce l'hegelismo. Se infatti partiamo da Hegel allora per lo stesso
Hegel la su filosofia può ssumere valore solo se PRODUCE LA SUA
ANTITESI. Perchè ogni sintesi deve essere superata in una nuova triade.
Su Schopenauer bisogna andarci cauti, perché poi lui , ma soprattutto
Leopardi, aprono la strada a Nietzsche.
Comunque questo è territorio tuo.
Mi sembra di ricordare che tra le tue canzoni preferite ci sia la voce
del viso.
Prova a interpretare la voce del viso alla luce del pensiero di
Schopenhauer.Per Schopenhauer tutto ciò che esiste è oggettivazione
della volontà, che in pratica diventa l'essere. Schopenhauer è un
pessimista, Hegel un ottimista.( riassunto molto alla carlona)
« Last Edit: February 01, 2010, 11:39:24 PM by Der Blutsauger » Logged




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« Reply #3 on: February 02, 2010, 02:17:11 PM »

wacca cattivissimo Battisti
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« Reply #4 on: February 02, 2010, 11:23:01 PM »

Guarda che Hegel è tosto, eh  Grin
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« Reply #5 on: February 03, 2010, 03:37:22 PM »

Guarda che Hegel è tosto, eh  Grin

Cattivissimo altro che
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