Hegel:
Da molti Hegel è considerata la sintesi di tutto il cammino artistico-musicale di Lucio Battisti, sia in quanto a testi che in quanto a musica. Riporto qui per chi volesse approfondire la materia alcuni commenti in merito fatti sul newsgroup it.fan.musica.lucio-battisti, oltre che la versione originale del brano, uno spezzone (l'unico rilasciato) del video ufficiale e la cover acustica fatta dal progetto EquiVoci (suonano i pezzi dell'ultimo Battisti privandoli degli arrangiamenti elettronici).
Hegel (versione originale)Hegel (spezzone del video musicale originale)Hegel (cover acustica/orchestrale del progetto EquiVoci)"Le parole non hanno significato, perchè ne hanno molti. Io ho una vocazione parossistica del senso. Detesto chi ne enfatizza uno soltanto. E' un impoverimento della canzone. Le canzoni hanno bisogno di trovare sempre significati nuovi e non devono avere speranza. Dove c'è speranza non c'è artista".
(Pasquale Panella)
Il Testo:Ricordo il suo bel nome: Hegel Tubinga
ed io avrei masticato
la sua tuta da ginnastica.
Il nome se lo prese in prestito dai libri
e fu come copiare di nascosto,
fu come soffiare sul fuoco.
Cataste scolastiche: perché?
Quando tutto è perduto non resta che la cenere e l'amore;
e lei nel suo bel nome era una Jena.
Chi di noi il governato e chi il governatore
son fatti che attengono alla storia.
Chi fosse la provincia e chi l'impero
non è il punto:
il punto era l'incendio.
Erano gli esercizi obbligatori estetici,
le occhiate di traverso, e tu guardavi indietro;
c'eravamo capiti, capiti all'inverso.
Ci diventammo leciti per questo.
D'altronde, d'altro canto.
A volte essere nemici facilita.
Piacersi è così inutile.
Un bacio dai bei modi grossolani
sfuggì come uno schiaffo senza mani.
Talmente presi ci si rese conto
d'essere un'allegoria soltanto quando
ci capitò di dire, indicando il soffitto col naso,
di dire "Noi due" e ci marmorizzammo.
La corda tesa, amò l'arco
e la tempesta la schiuma,
il cuore amò se stesso,
ma noi non divagammo.
L'animo umano è nulla se non è
una pietra da scalfire ricavando
i capelli e il suo bel piede.
Era la collisione, il primo scontro epico,
perché non scritto ma cavalcato a pelo,
ed ognuno esigeva
la terra dell'altro,
le mani, la terra, la carne, il terreno.
Il Testo (interpretazione storica):Georg Wilhelm Friedrich Hegel, nasce il 27 agosto 1770 a Stoccarda,
capitale del ducato del Wuerttemberg.
Dopo aver compiuto studi regolari, approda, sempre nella sua città natale,
in un istituto di carattere umanistico-religioso, dove si dimostra uno
scolaro modello; prende anche lezioni private di geometria, astronomia
e agrimensura da un colonnello d'artiglieria.
HEGELRicordo il suo bel nome: Hegel Tubinga
ed io avrei masticato
la sua tuta da ginnastica.La storia va avanti ricordando i suoi anni trascorsi all'Università
di Tubinga. Il giovane Hegel si iscrive nel 1788 per studiarvi teologia,
dividendo il suo alloggio con Holderlin e Schelling, ossia rispettivamente
uno dei più grandi poeti della Germania e di un altrettanto grande filosofo.
Il nome se lo prese in prestito dai libri
e fu come copiare di nascosto,
fu come soffiare sul fuoco.Come le celebri lezioni di Hegel, docente alla cattedra universitaria
di Berlino, raccolte e trascritte segretamente dai suoi ex allievi.
Sta di fatto che quella che noi chiamiamo Estetica è la rielaborazione
di un discepolo ( Hotho ) basata sugli appunti raccolti dalla viva voce
di Hegel, ma anche con delle aggiunte ritenute necessarie per rendere
leggibili quelle pagine. Il trattato venne dato alle stampe da Gustav
Hotho nel 1835, solo dopo la morte del grande filosofo.
Cataste scolastiche: perché?
Quando tutto è perduto non resta che la cenere e l'amore;
e lei nel suo bel nome era una Jena.Jena ,è ancor oggi una piccola città della Germania dell'Est, molto
bella e moderna, concentrata tipicamente per studenti universitari.
Hegel per ottenere l'abilitazione all'insegnamento, vi soggiornò per
un lungo periodo, dal 1801 al 1807. Fu qui, che conobbe l'unico
amore della sua vita, Charlotte, sua affittacamere e governante.
Ma il drammatico susseguirsi degli eventi politico-militari, fecero
ben presto precipitare la situazione: le inarrestabili guarnigioni
napoleoniche avevano preso il cuore della città, piegando il fiero
orgoglio teutonico. Sotto il fuoco delle armi, Hegel fu costretto
ad abbandonare il tetto dell'amata per riparare altrove.
Chi di noi il governato e chi il governatore
son fatti che attengono alla storia.
Chi fosse la provincia e chi l'impero" La Fenomenologia dello Spirito" è una tra le opere più importanti
nella storia della filosofia moderna classica. Nella descrizione del
processo che porta il soggetto verso la verità, Hegel illustra le due
celebri figure del servo e del padrone, secondo il quale, il padrone,
una volta raggiunto il suo scopo, non ha più bisogno di affermarsi,
mentre lo schiavo deve autoaffermarsi molto lentamente attraverso
il proprio lavoro. Il padrone però, non riuscirà più a fare a meno
del servo, il quale costruisce gli oggetti di cui egli ha bisogno.
Dunque la subordinazione si rovescia.
Il ribaltamento dialettico hegeliano trova una sua perfetta sintesi
nella teoria che anche il padrone è servo e anche il servo è padrone.
Ma in queste frasi sibilline di Panella, sembra celarsi allo stesso tempo
il triste epilogo: anche la Prussia, come tutta l'Europa, dovette inchinarsi
allo strapotere di Napoleone, il quale ne divenne padrone assoluto.
Erano gli esercizi obbligatori estetici,
le occhiate di traverso, e tu guardavi indietro;
c'eravamo capiti, capiti all'inverso.Si torna ancora a citare l'opera di Hegel con le lezioni di estetica
e le varie visioni del mondo, ma nello stesso tempo della conoscenza
sulla funzione insopprimibile della contraddizione come legge di sviluppo
della realtà, e non come semplice negazione. La logica hegeliana si
contrappone alla logica tradizionale, fondata sul principio di identità e
di non contraddizione. Il grande filosofo mette in discussione il principio
di non contraddizione tra due poli., secondo il quale la possibilità che
una cosa si muti in una cosa diversa, risiede proprio all'interno della cosa
stessa. All'interno delle cose esiste questo rapporto di contraddizione
tra lo yin e lo yang. Lo yin e lo yang sono uniti ed al tempo stesso in
lotta. La teoria hegeliana, per conseguire l'unità di opposti, si basa sulla
convinzione dell'uno bisognoso dell'altro per realizzarsi: da ciò consegue
che la realtà si attua in un processo dove termini opposti si negano
reciprocamente e si integrano in una nuova e più ricca unità.
Ci diventammo leciti per questo.
D'altronde, d'altro canto.
A volte essere nemici facilita.
Piacersi è così inutile.Un "opposto", è tale in quanto non è solo se stesso, ma allo stesso tempo
altro: A è non A e viceversa. La conclusione di Hegel è che il negativo è
insieme anche postivo e tutte le cose sono in se stesse contradditorie.
Un bacio dai bei modi grossolani
sfuggì come uno schiaffo senza mani.Un bacio non dura che un istante ma il suo significato è infinito.
Simbolicamente rappresenta un incontro tra gli opposti, e ci offre
l'opportunità di affrontare e riconoscere l'altro in quanto altro.
E' l'inizio del superamento conflittuale, in cui cominciamo la scoprire
la natura profonda e familiare del Sé, attraverso il confronto e
il riconoscimento dell'Altro.
Talmente presi ci si rese conto
d'essere un'allegoria soltanto quando
ci capitò di dire, indicando il soffitto col naso,
di dire "Noi due" e ci marmorizzammo.Una metafora sulla difficoltà comunicativa tra due opposti - come qui
si potrebbe arguire - è sottintesa nell'opera di rinnovamento compiuta
da Battisti e Panella, e che il fruitore non sembra accettare assolutamente.
Di fronte a questo ermetismo il grosso del pubblico si è rifiutato di
varcare la fatidica soglia, non ha capito la portata innovativa introdotta
dai due artisti. Davanti a questo scoglio di non ricezione i due " poli "
sono entrati in collisione e si sono ulteriormente allontanati tra loro,
" irrigidendosi " sulle loro posizioni.
La corda tesa, amò l'arco
e la tempesta la schiuma,
il cuore amò se stesso,
ma noi non divagammo.L'armonia è il risultato della ricerca continua di un equilibrio fra
la dualità degli opposti, per creare l'unità nella diversità e
arrivare al nostro vero essere: l'uno.
Eraclito sosteneva: gli ignoranti non sanno che, ciò che è differente,
concorda con noi stessi, dato che l'armonia dei contrari, equivale
all'armonia dell'arco e della lira. Secondo l'antica filosofia greca,
sono gli strumenti di Apollo, il dio della luce e della musica, con
i quali egli conserva la vita e produce la morte, generando l'armonia
che regge l'ordine del mondo.
Anche Hegel si schiera per l'esistenza dell'armonia dei contrari,
i quali ricevono senso l'un l'altro: infatti non c'è bianco senza nero,
non c'è vita senza morte.
L'animo umano è nulla se non è
una pietra da scalfire ricavando
i capelli e il suo bel piede.Il carattere peculiare della filosofia hegeliana fu quello di affermare la
razionalità della storia. Mentre l'eredità del pensiero greco fu quella di
cogliere la ragione nella natura, Hegel ha cercato di riconoscere la stessa
razionalità anche nel campo della storia. La sua tesi fu che anche nella
storia dell'uomo, dove nell'apparente caos delle vicende umane, si
manifesta una razionalità analoga a quella presente nella natura.
Era la collisione, il primo scontro epico,
perché non scritto ma cavalcato a pelo,
ed ognuno esigeva
la terra dell'altro,
le mani, la terra, la carne, il terreno.Il rombo dei cannoni coincise con la stesura finale della Fenomenologia
dello Spirito. Il giorno prima della carneficina di Jena del 14 ottobre 1806
- una battaglia epocale che costò un numero spaventoso di vite - Heghel
si confida privatamente, con una lettera indirizzata all'amico Niethammer,
di aver visto sfilare per le vie della città, quel Napoleone a cavallo, da
lui considerato come il "punto" in cui si concentra " l'anima del mondo"
che "s'irradia per il mondo e lo domina", ovvero colui che doveva reggere
il mondo, colui che rovesciando il vecchio, doveva regolare il nuovo,
promulgando costituzioni e codici legislativi.
Ma si sbagliava.
Da lì a poco, il 10 dicembre 1812, in una gelida giornata d'inverno,
Napoleone giunse in slitta a Varsavia con 10.000 uomini dalle divise
lacere ed in preda alla fame. Era quello che rimaneva dei 600.000
dell'invincibile armata e l'inizio della sua inarrestabile caduta.
L'epopea di Napoleone segnò una profonda inquietudine intellettuale
in Europa. Non è dunque eccessivo dire che ancor oggi la storiografia
risente di quell'evento epocale e di quel mito. Il destino però si diverte
alle spalle degli uomini, è sempre in agguato, bastava un niente per
cambiare il corso della storia:. se Bonaparte non avesse intrapreso la
campagna di Russia , probabilmente il mondo oggi non sarebbe questo.
Tutto passa, passano le guerre, ritornano al trono monarchi e presidenti,
passano le mode, tutto cambia, tutto... tranne la canzonetta !
Lei no, è rimasta immutata nel corso dei secoli, sempre uguale a se stessa.
Davanti alle spallate messe in atto nella storia per demolire il suo mito
presso gli uomini, ne è sempre uscita indenne.