Recensione – Limbo

| Titolo: | Limbo |
| Piattaforme: | Xbox 360 |
| Publisher: | Xbox LIVE Arcade |
| Sviluppatore: | Playdead |
| Genere: | Platform |
| Data d'uscita: | 21 luglio 2010 |
| PEGI: | 18+ |
Il Live Arcade uscito questo mercoledì, Limbo, sembrava avere tutte le carte in regola per diventare uno dei migliori XBLA di sempre: il gameplay semplice ma affascinante e lo stile grafico impressionante hanno fatto accrescere l’hype di non poche persone. Finalmente il titolo dei Playdead è approdato sul Marketplace della Xbox 360. Avrà tenuto fede alle promesse? Scopritelo leggendo.
- Un viaggio nel Limbo
Il gioco ruota attorno alle disavventure di un ragazzo senza nome che, alla ricerca di sua sorella, si avventura nel Limbo, un mondo pieno di pericoli e di insidie che metteranno più volte in pericolo la vita del protagonista. Agli occhi del giocatore, questo viaggio appare nella classica struttura del platform bidimensionale, sebbene sia tempestato di puzzle da risolvere. I comandi sono ridotti all’osso: l’analogico viene utilizzato per muoversi a destra e a sinistra, il tasto A serve per saltare e il tasto B per trasportare/utilizzare gli oggetti. Nonostante questa semplicità di fondo, però, Limbo rivela subito un forte carattere che lo
differenzia dai classici platform. La prima cosa che salta all’occhio è lo stile grafico. L’intero gioco è in bianco e nero, e lo stesso protagonista non ha una forma ben definita, poichè gli unici aspetti visibili del ragazzo sono gli occhi e la sua sagoma. Un’altra cosa che salta all’occhio è la presenza dei layer 3D, che dividono l’ambiente di gioco in più “strati”, di cui solo uno è utilizzabile.
Nel complesso, nonostante il bicolore, lo stile grafico è estremamente piacevole, complice le splendide e fluide animazioni. Ancora più notevole è il mondo di gioco, dallo stile particolare e contorto, che cattura l’attenzione per tutta la durata dell’avventura.
Pad alla mano, lo scopo del giocatore è condurre il protagonista sano e salvo attraverso i pericoli del Limbo. In alcune fasi bisogna semplicemente evitare gli ostacoli, cercando di sopravvivere alle trappole, ai nemici o semplicemente alle insidie del mondo di gioco. Queste fasi sono caratterizzate da un’alto uso della tattica del “Trial and Error”,
poichè, anche a causa della facilità con cui il protagonista muore, si è costretti a ripetere lo stesso spezzone più volte. Inoltre, il protagonista ha capacità piuttosto limitate (non può nuotare, ad esempio).
In altre situazioni, invece, il giocatore deve risolvere dei puzzle. Il punto forte del gioco è proprio quì: ogni enigma introduce qualcosa di nuovo, rendendo Limbo incredibilmente vario e piacevole da giocare. I puzzle sono ingegnosi, ma sempre intuitivi, e non costringono il giocatore a fermarsi per troppo tempo. Il tempo, però, è anche il peggior difetto di Limbo. L’avventura, infatti, dura appena cinque ore. Un altro difetto lo si può trovare nella colonna sonora, praticamente assente.
- Conclusione
Limbo è un titolo semplicemente splendido, che merita i suoi 1200 Microsoft Points uno per uno. La longevità bassa non è un motivo sufficiente per non prenderlo: il gameplay appassionante e solido, unito allo stile grafico eccezionale, vi terranno incollati allo schermo fino alla fine dell’avventura.
Valutazione:
Classe B – Buon gioco
Gameplay: 8
Tecnologia: 7
Art Design: 8
Longevità: 5
+Gameplay eccezionale
+Ottimo stile grafico
+Puzzle ben fatti
+Art Design di alto livello
-Molto corto
-Colonna sonora praticamente assente
TOTALE: 7 su 10 (cosa significa?)
Acquisto consigliato? Si, sopratutto per i fan dei platform e dei puzzle game.
Approfondimenti: Il sito ufficiale contiene diverse informazioni sul gioco.

