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Recensione – Alan Wake

Recensione – Alan Wake
4
Titolo: Alan Wake
Piattaforme: Xbox 360
Publisher: Microsoft Game Studios
Sviluppatore: Remedy
Genere: Action Adventure
Data d'uscita: 14 Maggio 2010
PEGI: 16+

Dopo cinque anni di sviluppo, i ragazzi di Remedy hanno finalmente ultimato il loro ultimo lavoro: Alan Wake. Un thriller psicologico dagli sviluppatori
dietro la celebre saga di Max Payne che si è fatto attendere per cinque lunghi anni. Ora che abbiamo tra le mani il gioco, che ricordiamo essere esclusiva Xbox 360, ci chiediamo: l’attesa sarà ripagata, o il gioco non sarà all’altezza delle aspettative? Scopriamolo insieme.

- Il caso Bright Falls

Alan si ritrova a combattere contro nemici misteriosi.

Il gioco ci mette nei panni del romanziere Alan Wake, afflitto dal cosìddetto “blocco dello scrittore” ormai da due anni. Alan decide, quindi, di part ire con sua moglie Alice per una vacanza a Bright Falls, un piccolo e tranquillo paesino, con la speranza di ritrovare l’ispirazione liberandosi dallo stress della vita cittadina. Poco tempo dopo l’arrivo, però, Alice scompare, e ben presto Alan si ritrova a farsi strada tra i cittadini di Bright Falls, ormai posseduti da una forza oscura: l’unico modo pe r affrontarli sarà un sapiente utilizzo della luce, capace di renderli vulnerabili. Durante la sua permanenza a Bright Falls, lo scrittore rinverrà le pagine di un romanzo, all’apparenza scritto da lui stesso, ma di cui non ha memoria. La particolarità dello scritto, chiamato “Departure”, risiede nel suo contenuto: esso sembra raccontare con estrema preci sione gli avvenimenti che Alan sta vivendo. Tentando di sopravvivere attraverso l’ostile e maledetto paese, Alan decide quindi di lanciarsi alla ricerca della moglie scomparsa: questa è in breve la trama del titolo Remedy, che risulta nel complesso più che buona, riuscendo a coinvolgere il giocatore e spingendolo a continuare il gioco fino alla sua fine, pur essendo afflitta da alcune scelte narrative che potrebbero apparire banali.

- Fight… with light!

Il gioco assume il gameplay di un tipico Third Person Shooter, con Alan che deve combattere contro i suoi oscuri nemici mediante l’utilizzo delle armi da fuoco in combinazione con la luce. Il gameplay, infatti, ruota attorno alla debolezza dei Posseduti (questo il nome degli avversari), che come abbiamo detto è la luce: per sconfiggere gli assalitori, apparentemente invincibili alle normali armi, Alan deve utilizzare una torcia per indebolirli, ed infine finirli con i proiettili. Il tutto funziona estremamente bene, dando vita a combattimenti esaltanti e carichi di tensione. Il giocatore ha a disposizione diverse armi per sconfiggere i Posseduti: l’arma di base è il revolver, il più debole dei mezzi a disposizione di Alan, ma che risulta sempre utile in quanto le munizioni necessarie per il suo funzionamento sono piuttosto comuni. E’ possibile anche portare un arma a scelta tra doppietta, fucile a pompa e fucile da caccia, che si differenziano tra loro per potenza e velocità. A rafforzare queste armi abbiamo una pistola lanciarazzi che, pur avendo munizioni piuttosto rare, è in grado di uccidere gran parte dei nemici; le flashbang, che hanno una potenza simile alla pistola lanciarazzi, e dei bengala, per tenere temporaneamente lontani i nemici.
Così come per le armi, anche la torcia viene potenziata man mano che il giocatore avanza nel gioco, modificandone la tipologia.
A proposito di quest’ultimo strumento, è il caso di menzionare il suo funzionamento. Oltre a fare da mirino al giocatore, puntando la torcia contro i nemici si elimina il loro “scudo”, permettendo ad Alan di uccidere i Posseduti con le normali armi. Nonostante ciò, alcuni nemici più forti richiedono maggiore potenza affinchè Alan possa eliminarne lo scudo. Per rendere la torcia più potente si può premere LT, ottenendo un incremento dell’intensità della luce che elimina gli scudi più velocemente, senza contare che alcuni nemici non possono essere uccisi senza questo incremento. Ovviamente, incrementare la potenza della torcia ha uno svantaggio: facendo ciò, infatti, la batteria inizierà a consumarsi rapidamente. Una volta rilasciato LT le pile cominciano a ricaricarsi da sole, ma in maniera estremamente lenta, rischiando di complicare la vita del giocatore in mezzo allo scontro. Fortunatamente è possibile trovare delle pile di riserva, che permettono di utilizzare più a lungo la torcia potenziata, o semplicemente di ricaricarla velocemente.

La luce ha un ruolo chiave all'interno del gioco.

Andando avanti nel gioco Alan troverà torcie sempre più potenti o di maggiore durata.
Anche la struttura dei checkpoint è inserita nei meccanismi di gioco legati alla luce. Mettendosi sotto la luce di un lampione, infatti, Alan raggiunge un checkpoint, dove può recuperare velocemente tutta la vita (che si ricarica anche nelle altre occasioni, ma molto più lentamente) e far scomparire gli eventuali nemici rimasti. In alcune fasi del gioco sono situati dei riflettori che permettono di eliminare rapidamente gli scudi dei Posseduti, o in alcuni casi di provocarne la morte immediata.
La difficoltà del gioco è ben calibrata, riuscendo ad offrire una leggera sfida senza sfociare nella frustrazione.
Oltre alle fasi notturne, votate all’azione, sono presenti fasi dove Alan dovrà esplorare ed indagare dei luoghi, interagendo con i personaggi che vi si trovano. Queste fasi più rilassate rappresentano un buon modo per spezzare l’azione, permettendo anche la progressione della storia del gioco. Ogni tanto Wake si ritrova a guidare dei veicoli per muoversi velocemente per Bright Falls. Queste fasi non sono molto divertenti per via del pessimo modello di guida, ma sono comunque poche e non influenzano l’esperienza complessiva.La longevità del gioco si aggira intorno alle 12 ore.
Il gioco presenta, però, qualche difetto. Oltre ad alcune scelte di trama abbastanza banali, come avevamo accennato, il gameplay rischia di risultare ripetitivo alla lunga: mi è capitato più volte, nell’ultimo capitolo, di fuggire verso un lampione semplicemente per evitare lo scontro diretto con i Posseduti.

-Grafica e sonoro

Contrariamente alle aspettative, il gioco non presenta un aspetto grafico davvero degno di nota, presentando qualche difetto: le texture risultano più volte scadenti e non molto piacevoli. A risollevare la situazione, però, ci pensano gli eccezionali effetti di luce, che riescono comunque a garantire al gioco un impatto grafico notevole.
Discorso diverso per la colonna sonora, che alterna brani “originali” a musiche di gruppi diversi, creando un insieme di musica ascoltabile e coinvolgente. Come da tradizione Remedy, fanno la loro comparsa i Poets of the Falls.

A volte Wake ha la possibilità di utilizzare dei veicoli.

-Conclusione

Alan Wake è sicuramente un ottimo gioco: trama esaltante, ottima colonna sonora e fantastico gameplay conferiscono al titolo Remedy una cert
a rilevanza tra le esclusive Xbox 360. Tuttavia, presenta dei difetti: il gameplay risulta alla lunga ripetitivo, e verso la fine questo pesante limite si fa sentire in maniera piuttosto pesante.
In più alcune scelte di trama sono banali e clichè, e ciò intacca leggermente l’altrimenti ottima storia del gioco.
Non si tratta di difetti che minano completamente la qualità gioco, ovviamente, ma si tratta comunque di difetti sensibili, che impediscono ad Alan Wake di raggiungere il grado di capolavoro. Non possiamo definirlo “killer application”, ma resta un validissimo gioco consigliato a tutti i possessori di Xbox 360.


Valutazione:

Classe B – Buon gioco

Gameplay: 7
tecnologia: 6
Art Design: 7
Longevità: 7

+Ottima storia
+Gameplay ben costruito e divertente
+Buona colonna sonora
+Abbastanza longevo

-Ripetitivo alla lunga
-Alcune scelte di trama banali

TOTALE: 7 su 10 (cosa significa?)

Acquisto consigliato? Si, consigliato a chiunque apprezzi gli action.

Approfondimenti: La Wiki contiene molte informazioni riguardanti il gioco.

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